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Advertising su Facebook: esserci non basta più

Ti sei mai chiesto quali siano i migliori modi per pubblicizzare la tua azienda, o brand, su Facebook? Se ci siano dei modi per massimizzare i guadagni e ridurre le spese? Se le risposte sono positive, sei nel posto giusto: in questo articolo e nel prossimo ti spiegherò come muoverti nel mondo dell’advertising di Facebook.

La mission di Facebook

Facebook è stato uno dei primi social network, ed è nato con una missione ben precisa, cioè “connettere le persone tra di loro”. Nel 2017 Mark Zuckerberg ha annunciato un cambio di rotta che ha modificato radicalmente sia la mission, ora “dare la possibilità alle persone di creare delle community”, che la struttura interna della piattaforma.

Perché ti dico questo? Perché, prima di parlare di pubblicità e delle spese che dovrai affrontare per finanziarla, devi sapere cosa ha significato questo cambiamento e come trarne vantaggio. Se una delle domande che ti fai più spesso è “perché i post sulla mia pagina Facebook non hanno più le visualizzazioni di qualche anno fa?” beh, la risposta è semplice: Facebook ha modificato gli strumenti con cui calcola la copertura organica (le visualizzazioni) dei tuoi contenuti.

Cosa è cambiato?

  • I contenuti che le persone vedono nella loro home, quindi se e come vedranno i tuoi post;
  • Il modo in cui Facebook valuta i tuoi contenuti, cioè in che modo viene assegnata la visibilità;
  • Gli strumenti che Facebook vuole che le persone utilizzino, ed ovviamente come usarli.

Una cosa importante che devi ricordare è che Facebook è una piattaforma esterna alla tua azienda, quindi anche se investi denaro per pubblicizzare lì il tuo prodotto, devi comunque attenerti alle regole che sceglie di imporre ai suoi utenti. Dovrai, quindi, capire le dinamiche di Facebook e adattarle alla tua strategia di marketing.

Tieni a mente che la priorità di Facebook è che le persone trascorrano il maggior tempo possibile sulla sua piattaforma: non è quindi lo spazio pubblicitario che viene messo in vendita, ma il tempo che il cliente consuma sul tuo contenuto. Avendo delle dinamiche ben precise, Facebook assegna la priorità ai contenuti che ritiene più adeguati alle esigenze della sua piattaforma.

Algoritmo di Facebook, come funziona?

Partiamo dal presupposto che non possiamo sapere ogni più piccolo dettaglio del suo funzionamento, altrimenti ognuno di noi potrebbe ricreare l’algoritmo di Zuckerberg e sfruttarlo a suo piacimento. Ci sono delle nozioni, però, che la piattaforma mette a disposizione e che puoi usare a tuo vantaggio per fare advertising su Facebook.

Prima di tutto esaminiamo com’è strutturato il news feed, cioè la sezione notizie. Ci sono tre segnali che la piattaforma valuta non appena viene effettuato un accesso:

  • Segnali personali, cioè la vicinanza con il soggetto in termini di commenti e condivisione. È inclusa anche la geolocalizzazione.
  • Segnali universali, cioè il numero di like, i commenti ed altre metriche relative alle interazioni generate da un post.
  • Segnali in senso reale, cioè quante persone interagiscono con un post/argomento e se quest’ultimo è un trend particolarmente in voga.

Facebook è molto attento a fornire alle persone la migliore esperienza individuale, come è molto attento alla quantità di tempo trascorsa sulla sua piattaforma. Ricorda quindi che più sono alti i segnali che ti ho elencato, più il tuo post verrà mostrato e considerato un contenuto appetibile per Facebook.

Poiché stiamo parlando di algoritmo pubblicitario ci sono anche altri aspetti che vanno considerati quando si decide di fare advertising su Facebook, in particolar modo le sue fasi.

Le 4 fasi principali dell’algoritmo

1. Inventory

Nel momento in cui qualsiasi utente fa il suo ingresso all’interno della piattaforma, Facebook analizza il tipo di dispositivo (smartphone, pc, tablet, etc) che sta utilizzando. Raccoglie inoltre tutte le informazioni relative al suo storico come ultimo accesso, amici, ecc.

2. Signal

Superata la fase di inventario effettua altre due analisi: i segnali di contesto e di contenuto.

  • Segnali di contesto: Elabora i dati così da ottimizzare la piattaforma per il device dell’utente, ad esempio calibrando nel modo corretto la pesantezza delle immagini.
  • Segnali di contenuto: l’algoritmo esamina chi ha postato il contenuto, se si tratta di un profilo personale o di una pagina, in che formato (link, immagine, ecc.) e calcola quanta visibilità assegnargli. Una volta pubblicato calcola le reazioni immediate che suscita, cioè quante interazioni ottiene nei primi 5/10 minuti dopo la pubblicazione. Se pubblicato nel giusto orario e al giusto pubblico, ottenendo riscontri positivi tramite like, commenti e condivisioni, Facebook ne aumenta il tempo di galleggiamento, cioè il tempo in cui rimane visibile nel newsfeed degli altri utenti.

Facebook dà una grande importanza, in questo calcolo, anche al tempo di permanenza sulla notizia, cioè quanto tempo si trascorre in media su quel contenuto specifico. Ricordati che Facebook ha interesse a mantenere le persone sulla sua piattaforma, ed è quindi sconsigliato inserire un gran numero di link esterni.

Il motivo? Facebook abbasserà il tempo di galleggiamento del contenuto se chi ha cliccato sul link esterno non tornerà a scorrere il news feed nel giro di qualche minuto.

3. Prediction

L’algoritmo di Facebook calcola quanto il contenuto condiviso risulti utile e accattivante per l’audience specifica. Questa fase ha lo scopo di predire, sulla base delle tue azioni precedenti, quali potrebbero essere i contenuti di maggiore gradimento, in grado di suscitare una percentuale di reazioni più alta.

4. Score

Effettuate le prime tre fasi, Facebook assegna un punteggio al contenuto pubblicato valutandone pertinenza e qualità.

Ci sono ovviamente altri aspetti che l’algoritmo di Facebook valuta attentamente, come le già accennate condivisioni delle notizie. Per ogni ulteriore condivisione ad una notizia già precedentemente condivisa, Facebook ne aumenta il tempo di galleggiamento: vengono guardate positivamente anche le condivisioni e i like tra amici e familiari, e questo è sicuramente un punto a vantaggio dell’utente!

Un’altra cosa a cui viene data molta attenzione (e che può forse far storcere il naso a molti) è la condivisione del contenuto in una conversazione privata: che sia su Instagram, Messenger o WhatsApp.
Dopotutto, quello a cui Facebook mira maggiormente è la condivisione dei contenuti tra utenti

Cosa vogliono le persone?

Come avrai capito, la prerogativa di Facebook è l’appagamento dei suoi utenti, ed è proprio da loro che devi partire per creare contenuti che abbiano una copertura organica maggiore e, soprattutto, che funzionino in pubblicità.
Zuckerberg ha capito che le persone vogliono principalmente due cose: informazione e divertimento.

Come fare a districarsi in queste dinamiche e creare una corretta strategia di advertising su Facebook? Il tuo primo obiettivo è quello di raggiungere la pertinenza.

Quando parlo di pertinenza intendo il tipo di pubblico che viene raggiunto dai tuoi contenuti: è possibile che la tua pagina Facebook sia cresciuta in maniera disorganica negli anni passati perché, se prima si mirava unicamente al numero di follower, ora invece sono importanti le interazioni che producono. Ebbene sì, se hai comprato dei follower o hai fatto delle campagne poco mirate, gli effetti di queste scelte si ripercuotono sulla delivery dei tuoi contenuti.

Come migliorare non solo la tua pagina Facebook e il numero di persone raggiunte, ma anche Instagram e magari la tua presenza su Messenger e WhatsApp? Posso darti tre consigli immediati, efficaci e soprattutto a costo zero.

Immagino tu sia curioso, giusto? Beh, allora continua a seguirci qui sul blog, nel prossimo articolo parleremo anche di quando è vantaggioso avviare una campagna advertising su Facebook, i suoi benefici e tanto altro.


Se sei incuriosito dal mondo del web marketing ti consiglio il mio corso in aula digitaleFatti spazio: Facebook Advertising.”, parleremo di tutti gli aspetti legati al mondo dell’advertising su Facebook e dei trucchi per migliorare le conversioni e guadagnare di più!

Ricorda inoltre che puoi chiedere in qualsiasi momento una consulenza gratuita, ti basta cliccare qui.

Foto di Esa Riutta da Pixabay

06/10/2020

1 responses on "Advertising su Facebook: esserci non basta più"

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