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Auguri Polaroid!

Polaroid spegne le sue “prime” 71 candeline.

Nel 1937 uno scienziato, o più precisamente un fisico chiamato Edwin H. Land, fondò l’azienda più iconica della fotografia e capace di rappresentare un’intera generazione: settantun anni fa nasceva la Polaroid Corporation. Edwin, giovane ambizioso, era sempre stato attratto dalle proprietà fisiche della luce, infatti nella sua professione di inventore aveva già contribuito alla nascita dei filtri ottici e delle lenti polarizzate. La sua passione per l’arte dell’inventare lo accompagnò per tutta la sua vita, tanto che ad oggi solo Edison ha depositato più brevetti di lui.

Dieci anni più tardi, durante una normalissima vacanza con la figlia di 3 anni, una domanda tanto ingenua quanto rivelatrice gli accese la scintilla. Jennifer infatti, dopo aver scattato una fotografia con il padre, gli chiese perché doveva aspettare così tanto per vederla.

In questa maniera è nata l’idea che ha fruttato vendite a sei zeri dagli anni Cinquanta in poi: una fotocamera istantanea.

Nel 1948 infatti nacque la Polaroid 95. Dotata di un piccolo involucro con all’interno la soluzione chimica capace di applicarsi alla pellicola quando essa passava attraverso i cilindri. Permettendo in tempo record la visione della foto scattata e diventando così la prima del suo genere. Vennero rapidamente introdotti svariati altri modelli come la 110 e la 700, e pellicole di diversa tipologia (Types 31, 32, 41, 42, 43) utilizzati sia dai fotografi professionisti che da neofiti appassionati.

Vent’anni dopo altre tre invenzioni presero piede: la Polacolor (prima pellicola a colori), la Polaroid Swinger (una macchina studiata per i più giovani) e il ritratto istantaneo. Tramite questa continua innovazione le vendite crebbero notevolmente fino a raggiungere quota tre milioni per le macchine e quindici milioni per le pellicole.

Ma Land non si accontentò e nel 1972 la Polaroid Corporation si garantì un posto nell’olimpo della fotografia.

La Polaroid SX-70 permise infatti per la prima volta di modificare le foto con effetti, utilizzando un processo asciutto di sviluppo ed aumentando la propria ergonomia, tramutandosi in pieghevole. Fu un successo mondiale, emulato poco dopo dalla Polaroid OneStep Land, un’istantanea a fuoco fissa.

Il primo problema fu rappresentato però, negli stessi anni, dal tentativo della Kodak di entrare in quella porzione di mercato. Tuttavia la produzione delle loro pellicole autosviluppanti (di formato rettangolare di 9×6,8 cm) fu ostacolato dalla Polaroid stessa, che intraprese vie legali per tutelare il proprio brevetto, ottenendo il mantenimento del monopolio fino al 1986.

Durante gli anni ’80 lo stesso Land abbandonò la sua creazione. La quale continuò a reinventarsi collocando nel mercato nuovi modelli come la Polaroid Sun 600 e nuove pellicole come la Type 600 nonostante la competitività sempre più in crescita. Aumento dovuto principalmente all’entrata in scena di Fujifilm, promotrice della Fotorama e della Instax, entrambe funzionanti con pellicole a colori ISO 800.

La rivoluzione è nuovamente dietro l’angolo.

L’arrivo delle fotocamere digitali sconvolse il mondo della fotografia e non solo. Dopo anni di lotta, la resa arrivò nel 2000 con la dichiarazione di due grave bancarotte. Nel 2008 venne cessata la produzione delle pellicole e il marchio venne ceduto.

In questi anni di riscoperta e apprezzamento del vintage, a Enschede un team di tecnici ed ingegneri ha deciso di acquistare una ex fabbrica dell’azienda e ha riproposto la produzione di pellicola. Ottenendo un discreto successo.

Così da allora è di nuovo possibile ricaricare le proprie Polaroid SX-70, 600 e Spectra, oltre alle Istant Camera Polaroid 300 e alla Socialmatic. Mantenendo vivo il sogno degli amanti dell’istantanea.

Abbiamo trovato un libro di reportage degli stabilimenti Kodak allo stato attuale. Acquistabile al seguente link: http://amzn.to/2F5zGBn

30/12/2019

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