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Design your life: il business model canvas personale

Hai mai sentito parlare di business model canvas? Beh, se segui Tomura da un po’ forse sì… in caso contrario, lascia che ti spieghi di cosa si tratta e come può tornarti utile nella tua attività.

Ma prima, facciamo un passo indietro…

Non seguire le tue passioni, ma costruisci un business model canvas

In un articolo, il New York Times racconta che alla Stanford University esiste un corso chiamato Design Your Life, in cui si insegna ad applicare il processo creativo del design (già, proprio quello che facciamo al Tomura Lab) alle grandi domande della vita.

Coloro che hanno ideato ed insegnano a questo corso sono Bill Burnett e David Evans, che per anni hanno lavorato nelle aziende tecnologiche della Silicon Valley e che hanno anche pubblicato un libro con i loro insegnamenti (ecco qui, ho appena finito di leggerlo e te lo consiglio).

Secondo Burnett, una delle applicazioni più interessanti dell’approccio del design è quella che riguarda lo sviluppo personale. In particolare, quello di ragazzi che di lì a poco dovranno farei i conti con la fase che i professori del corso chiamano “l’esplosione delle decisioni”: passeranno da essere studenti (con scadenze, obblighi, e un sacco di cose da fare) a non esserlo più. Probabilmente senza avere idea di cosa voler fare del loro futuro.

Una delle indicazioni più disastrose e scoraggianti secondo Burnett è quella didire ai ragazzi di seguire la propria passione. La maggior parte delle persone non conosce a priori la propria passione, anzi: spesso crede di non averne una, fino a che non inizia a dedicarsi a qualcosa al punto da farsi prendere incredibilmente.

Come poter superare questo ostacolo? Con il business model canvas personale, che consente di costruire una visione strategica e schematica del proprio progetto di vita.

L’idea di non avere una passione o un talento che ci contraddistingue, con la conseguente paura di non saper riempire quel business model canvas personale, può essere considerata una vera e propria convinzione disfunzionale – che ovviamente blocca la nostra potenziale evoluzione positiva.

Le convinzioni disfunzionali: cosa sono

Gli autori si sono resi conto che molti studenti arrivano al corso con quelle che gli psicologi chiamano “convinzioni disfunzionali”, cioè visioni distorte della realtà, per le quali sono convinti che il loro corso di specializzazione determinerà quello che faranno per tutta la vita. Oltre a non essere statisticamente vero, questa convinzione crea in loro un’immensa ansia di non fare la scelta giusta.

Uno sbaglio che le persone fanno frequentemente è di pensare che ci sia solo una soluzione giusta o una versione ottimale della propria vita. Di conseguenza, sentono che se faranno la scelta errata saranno finiti. Il che è completamente inconcepibile.
Dice Evans:

Ci sono tantissimi te, tantissime risposte giuste.

Secondo l’idea del corso Design Your Life, un designer non potrà mai concludere questa fase progettuale senza produrre dei prototipi e testarli per modificarli successivamente, dopo averne verificato punti di forza e di debolezza. I feedback vengono raccolti e servono a produrre un altro prototipo, diverso dal precedente, da sottoporre nuovamente a questo processo.

Nel corso si fa la stessa cosa: se uno studente pensa di voler lavorare in ambito sanitario, il suo prototipo sarà seguire un medico per un giorno intero, fargli domande e trarne le sue conclusioni appuntandole su un diario.

L’approccio “design” di cui parla il loro libro suggerisce di improvvisare di più nella vita, basandosi però sul brainstorming legato al business model canvas personale. È una compensazione benvenuta del pensiero prevalente basato su dati e ingegneria delle informazioni.
Seguendo le lezioni di Burnett ed Evans il processo carico d’ansia di prendere una decisione diventa immediatamente più divertente. Il loro metodo è sperimentale e accetta il fallimento come parte del processo.

Burnett e Evans si sono entrambi laureati a Stanford e hanno lavorato per anni alla Apple, arrivandoci però con strade diverse. Evans aveva iniziato studiando biologia solo perché da bambino aveva visto uno speciale televisivo sulle immersioni di Jacques Cousteau. L’aveva poi lasciata, laureandosi in ingegneria meccanica a metà degli anni ‘70. La Apple lo chiamò una prima volta, ma lui non accettò perché, dice, i computer lo tediavano. Nel prendere questa decisione, sottolinea Evans, non ha rispettato molti dei principi che ora lui stesso cerca di trasmettere, tra cui quello di essere sempre disponibili nei confronti della propria “meraviglia dormiente”, come la chiamano loro.

Burnett ha avuto un percorso più lineare, laureandosi in design a Stanford e trovando da subito la sua strada. Ma nonostante questo, dice, non aveva alcuna strategia: aveva fiducia nel suo istinto, ma era al tempo stesso terrorizzato da dove questo lo avrebbe potuto portare.

I primi corsi che hanno fatto insieme sono stati dei workshop per gli impiegati di Google. Poi, nel 2010, il primo ciclo di lezioni a Stanford.

Il corso è a numero chiuso ed è considerato uno dei più amati dell’università. Al termine c’è un esame (come in tutti i corsi universitari, si può essere promossi o bocciati) che consiste nella presentazione di tre prototipi o, come li ha chiamati Evans, dei propri “piani di Odissea”. Agli studenti viene chiesto di presentare di fronte alla classe tre progetti di vita. Molto differenti uno dall’altro, che riguardino i cinque anni successivi alla loro laurea.

Ok, Tomuri, ma io cosa c’entro col business model canvas personale e con questo articolo?

Semplice, tu c’entri (eccome), perché:

  • il business model canvas personale è uno strumento oggi “sconosciuto” ai più ma che diventerà sempre più lineare. Grazie ad esso, sarai in grado di aiutare te stesso ad autorealizzarti – come professionista e di conseguenza come persona;
  • devi capire che il fallimento è parte del processo: in Italia c’è il tabù del fallire… mentre gli ammerigani dicono proprio: “Fallisci il prima possibile, e fallisci bene”;
  • la logica del “fai ciò che sei e diventerai miliardario” è una fuffata… se non sai ciò che sei! Devi quindi riuscire a organizzarti in piani, azioni e metodi – e il business model canvas personale ti aiuta proprio in questo.

Cosa ne pensi di tutto ciò?
Se anche tu vorresti partecipare a un corso come Design Your Life ma sei troppo lontano da Stanford, puoi prenotare una consulenza gratuita via Skype e ti aiuterò a impostare il tuo business model canvas personale!

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