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Influencer marketing al servizio dell’azienda: come farlo funzionare davvero

Di influencer marketing ormai ne parlano tutti, ma spesso a sproposito. Cosa ancora più grave: molti lo usano a sproposito – e lasciami dire che, se vuoi che ti porti a raggiungere risultati per la tua azienda, non te lo puoi proprio permettere.

Recentemente, Gartner ha pubblicato uno studio che ha evidenziato come circa il 70% delle aziende si rivolgano a degli influencer per collaborazioni circoscritte e un po’ a macchia di leopardo. Soltanto il 5% di esse, invece, inserisce questo strumento all’interno di una vera e propria strategia di marketing pensata per accompagnare il cliente – o potenziale tale – lungo le diverse fasi della sua customer journey. Chi pensi che riesca a raggiungere specifici obiettivi grazie all’influencer marketing? Esatto, la risposta è il secondo gruppo, ben poco nutrito per ora.

In realtà, questo tipo di promozione del brand ha delle grosse potenzialità: devi però saperle sfruttare affinché funzioni davvero. Proprio qui si inserisce il nostro articolo, che ti servirà per mettere a fuoco i punti cruciali di questo trend crescente.

Influencer: significato di un termine abusato

Al contrario di quello che qualcuno potrebbe pensare, l’influencer non è necessariamente una persona famosa che condivide foto brandizzate su Instagram o video-recensioni su YouTube.

In realtà la fama non c’entra nulla: il vero significato di “influencer” è racchiuso nella parola stessa. L’influencer è infatti colui che riesce a influenzare l’opinione pubblica e l’atteggiamento di un certo target, indipendentemente dal fatto di essere o meno una celebrità.

Si tratta quindi di persone ben inserite all’interno della nicchia a cui si rivolgono, che possono fungere da amplificatori per il messaggio che l’azienda vuole far passare. Grazie alla fiducia di cui godono da parte dei loro seguaci, sono in grado di indirizzarne le scelte – anche quelle d’acquisto.

Per fare tutto questo usano le piattaforme social, Instagram in primis ma anche il già citato Youtube oppure Facebook, Pinterest o TikTok – a seconda del target – che permettono di raggiungere facilmente un pubblico ampio ma ben definito e di coinvolgerlo in modo attivo ed efficace sia per l’influencer stesso che per il brand che lo ingaggia.

Come trovare l’influencer giusto per la tua azienda

In base a ciò che hai appena letto, avrai capito che trovare l’influencer adatto al raggiungimento dei tuoi obiettivi non significa scegliere alla cieca chi ha il seguito più numeroso sui social. Al contrario, devi individuarlo con cura: è in questa fase che si gioca gran parte del successo – o meno – della tua campagna di influencer marketing.

Considera che la persona che sceglierai (ma puoi anche ingaggiarne più di una) si farà promotrice del tuo brand e ne diventerà in qualche modo testimonial. Per questo è bene che:

  • si rivolga a una nicchia che comprende le tue buyer personas;
  • sia in linea coi valori di base della tua azienda;
  • conosca bene il brand e i suoi prodotti o servizi;
  • sappia creare contenuti di qualità, che rispondano alle tue esigenze e richieste;
  • sia davvero in grado di influenzare le scelte d’acquisto e l’opinione dei suoi follower.

Il nostro consiglio è quello di stilare una lista di possibili personaggi adatti, andando piano piano a scremare per arrivare poi alla decisione finale dopo aver individuato chi sono i più seguiti all’interno del tuo settore di mercato.

E se scegliessi un micro influencer?

A volte i grandi numeri contano proprio poco, soprattutto se la tua azienda è appena nata o di piccole dimensioni.

I micro influencer hanno un seguito abbastanza ristretto (si parla di poche migliaia o qualche decina di migliaia di follower) ma, proprio per questo, in certi casi si rivelano molto più efficaci per raggiungere obiettivi precisi di marketing. Il loro pubblico è molto coinvolto e ripone una grande fiducia in loro, perché li percepisce come autentici e onesti. Il micro influencer stesso, poi, sa che ha ancora ampio margine di crescita per cui si impegnerà – a volte più dei “colleghi” blasonati – a creare contenuti davvero validi e ricchi di valore.

Ultimo dettaglio, che poi tanto dettaglio non è: per un’azienda con budget limitato è molto più facile ingaggiare un micro influencer perché i compensi richiesti saranno sicuramente inferiori a chi ha milioni di seguaci.

Come collaborare con un influencer in modo efficace

L’abbiamo già accennato e lo ripetiamo: collaborare con un influencer solo perché va di moda e farlo senza una solida strategia alla base è completamente inutile. Anzi, potrebbe rivelarsi addirittura deleterio nel caso in cui trasmettesse messaggi che vanno contro i valori del tuo brand o che non mettono in luce gli aspetti cruciali dei prodotti che offri.

Dopo aver selezionato uno o più influencer adatti alla tua realtà, dovrai quindi indirizzarli nella creazione di contenuti specifici in base all’obiettivo da raggiungere attraverso il loro intervento. La prima domanda da farti, quando strutturerai il tuo piano di influencer marketing, è questa: in che momento del ciclo di vita del cliente interverrà questa figura?

Facciamo alcuni esempi.

  • Fase di interesse: l’influencer deve raccontare la storia del brand, stuzzicando l’attenzione del pubblico e mostrando come la tua offerta risolve i suoi bisogni. Forse potrebbe farlo con delle stories ad hoc su Instagram, magari con un unboxing del tuo prodotto?
  • Fase di acquisto: in questo caso il coinvolgimento deve raggiungere il suo massimo, per convertire i lead in clienti. Mostrare tutto il valore del prodotto è fondamentale e può richiedere contenuti di tipo diverso integrati fra loro, magari con l’inserimento di un’offerta specifica dedicata ai follower.
  • Fase di fidelizzazione: stabilire una relazione duratura con un influencer è importante poiché, nel corso del tempo, potrà ricordare ai tuoi clienti perché dovrebbero essere fan del tuo brand tanto quanto lo è lui. Qui possono tornare utili dei contenuti che riattivino le leve che avevano portato all’acquisto e intrattengano, ovviamente sempre rimanendo in linea con i valori e lo stile della tua azienda.
  • Fase di passaparola: perché non pensare a una strategia di influencer marketing che arrivi fino a qui? Se attivi un giveaway o un contest legato ai tuoi prodotti, i seguaci più interessati si trasformeranno in “true fan” e il tuo messaggio si espanderà potenzialmente a macchia d’olio.

Questo piccolo excursus ti fa intuire quanto sia importante dare direttive precise agli influencer con cui collaborerai. Lasciarli liberi di esprimersi con creatività va benissimo, purché lo facciano rimanendo all’interno delle tue richieste.

Ora che hai un po’ più chiaro il quadro dell’influencer marketing, quello vero, quello che può portare risultati tangibili alla tua azienda, non ti resta che decidere se fa davvero per te e – in caso di risposta affermativa – integrarlo all’interno della tua strategia di comunicazione più ampia. Hai domande? Cerchi qualcuno che ti segua in questo percorso? Richiedi una consulenza gratuita con noi!

23/09/2020

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