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Partita iva per il fotografo professionista: tutto quello che devi sapere

In questi mesi e anni di attività come Tomura, abbiamo sentito molti fotografi lamentarsi della concorrenza sleale dei “cuggini” – ovvero di quegli amatori, magari amici o parenti, che si propongono per servizi fotografici a prezzi stracciatissimi e spesso soffiano il lavoro ai professionisti. Certo, la qualità delle fotografie che loro realizzano e del servizio che erogano non è la stessa, ma gli sposi di turno potrebbero non saperlo o semplicemente cedere alle lusinghe del prezzo basso.

Come puoi tutelarti dalla concorrenza sleale sul mercato? Può sembrare una risposta strana, ma secondo noi puoi farlo aprendo una partita iva da fotografo.

Per capire il perché, ma anche per sapere come farlo e come gestire la contabilità, abbiamo fatto alcune domande a Francesca Tifi, la nostra esperta di amministrazione preferita.

Partita iva per fotografi: perché aprirla

Se ancora avessi qualche dubbio sulla possibilità o meno di aprire partita iva, sappi che non hai alternativa: se vuoi portare avanti il tuo business in modo professionale, devi farlo perché in Italia è l’unico modo per fare impresa.

Se sei agli inizi della tua carriera e realizzi solo un servizio fotografico ogni tanto in modo saltuario, puoi optare per contratti di collaborazione occasionale che ti permette di emettere una ricevuta con ritenuta d’acconto invece che una fattura. In quel caso, però, non puoi incassare più di 5000€ l’anno e, per l’appunto, sempre e solo se la tua non è ancora un’attività regolare.

Insomma, quando fai il salto per diventare un fotografo professionista, aprire la partita iva è necessario… ed è anche il primo segno che ti distingue dal “cuggino” di turno!

Quali sono le possibilità fiscali per un fotografo?

Appurato che, per quanto tu possa storcere il naso, dovrai arrenderti e aprire questa benedetta partita iva, approfondiamo un po’ per capire quali sono le possibilità fiscali per un fotografo professionista.

Al momento, sono sostanzialmente due: il regime ordinario (di Iva) e il regime forfettario.

Se scegli il regime ordinario puoi essere una ditta individuale, una società o una Srl con amministratore unico. Solitamente, il fotografo è una ditta individuale o un libero professionista, che si avvale di collaboratori in caso di necessità. Se per caso ti è balenata l’idea di assumere dei dipendenti fissi, sappi che è vivamente sconsigliata: la tassazione sarebbe molto onerosa, per cui ti conviene ricorrere a collaboratori esterni solo quando servono.

La differenza principale fra il regime ordinario e quello forfettario sta nei costi sostenuti. Nel forfettario, infatti, puoi scaricare i costi in misura non superiore al 22% rispetto al tuo fatturato. Questo significa che, se i tuoi costi superano questa percentuale, probabilmente ti conviene scegliere il regime ordinario.

Come fare a saperlo prima di aprire partita iva? Beh, l’idea ottimale sarebbe quella di fare un business plan preventivo, per capire a grandi linee quanto potresti fatturare e quanto invece spenderai in costi.

Fra i due regimi fiscali c’è una seconda differenza: in quello forfettario, stando alle ultime normative, puoi fatturare fino a 60.000€ all’anno. Se supererai questo importo, dovrai per forza passare al regime ordinario.

Il forfettario ha però il vantaggio di essere di semplice gestione: non è necessario realizzare un bilancio ufficiale e non ci sono tanti dichiarativi che sono invece obbligatori nell’ordinario (ad esempio esterometri, certificazioni uniche e altre scocciature, peraltro onerose). Per quanto riguarda la contabilità, vale il regime di cassa: nel 90% dei casi pagherai le tasse sugli incassi, non sul fatturato.

Ma a quanto ammontano queste tasse, in definitiva? Il regime forfettario prevede il versamento dei contributi all’Inps e dell’Irpef allo stato. L’ammontare dovuto all’Inps si calcola in percentuale e varia di anno in anno: ad oggi, è il 25% calcolato sul fatturato dopo aver detratto il 22% dei costi in modo forfettario. L’Irpef, invece, è il 5% per i primi 5 anni di attività e il 15% per gli anni successivi.

Come aprire partita iva

Abbiamo capito quali sono le possibilità fiscali per un fotografo… ma come puoi aprire partita iva, concretamente?

Il consiglio del team Tomura è quello di farti seguire da un consulente, che sappia consigliarti le opzioni migliori per te in base alla tua idea di business. Come accennato prima, meglio ancora sarebbe riuscire a fare un vero e proprio business plan prima di aprire partita iva.

In base ai volumi di fatturato previsti e ai costi che andrai a sostenere, potrai infatti individuare più facilmente l’inquadramento fiscale opportuno. Il business plan non è solo uno strumento di pianificazione con cui costruirsi un’idea di quello che si andrà a realizzare economicamente… ma si rivela anche un vero e proprio obiettivo da raggiungere e un ottimo strumento di controllo dell’andamento effettivo della tua attività fotografica.

Come gestire la contabilità: suggerimenti utili

Lo sappiamo bene che odi la contabilità con tutto il cuore e che saresti ben felice di lavartene le mani e lasciar fare al tuo commercialista. Dal nostro punto di vista, però, per quanto sia importante delegare è fondamentale anche che tu sappia almeno a grandi linee come funziona. Il motivo è molto semplice: il business è il tuo, e tenerne il polso per poter rimediare a qualche errore o migliorarlo sempre di più è solo e soltanto nel tuo interesse!

Non ti tedieremo troppo con questo aspetto, ma ti basti sapere che fra i due regimi fiscali citati poco fa, c’è una differenza sostanziale. Con l’ordinario sei obbligato a tenere le registrazioni contabili, col forfettario invece no – ma questo non significa che tu non debba controllare comunque regolarmente l’andamento della tua attività.

Il concetto di fondo è che, di qualsiasi tipo sia la tua partita iva, tu devi sempre avere ben chiare le risposte a domande tipo:
Sto guadagnando o perdendo?
Potrei guadagnare di più?
Devo correggere i prezzi di vendita?
Devo cambiare strategia commerciale?
Posso reinvestire una parte dei guadagni?

E così via…

Se vuoi lavorare come fotografo professionista, è necessario che tu abbia una mentalità da imprenditore e capisca l’importanza di valutazioni del genere. Non ti servono chissà quali competenze tecniche per arrivare ad avere delle risposte: ti basta applicare un processo costante e standard di verifica, per poter fare un controllo di gestione del tuo business.

Non possiamo vedere la tua espressione in questo momento, ma speriamo che non sia troppo perplessa. Se pensi che un confronto uno a uno con Francesca su questi argomenti possa risultarti utile, ti invitiamo a richiedere il percorso Fatti due conti!

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